Cinema e Psicoanalisi 2026

E ora parliamo di Kevin di Lynne Ramsay (2011)
Introduzione: Grazia Paganelli (Museo Nazionale del Cinema)
Presentazione del film: Simona Fassone (Psicoanalista Membro Associato SP)
29/04 h. 21:00

L’organizzazione della rassegna è a cura di Ludovica Blandino, Maria Annalisa Balbo, Rosamaria Di Frenna, Maria Teresa Palladino (psicoanaliste del Centro Torinese di Psicoanalisi) e Grazia Paganelli (Museo Nazionale del Cinema).

Sinossi
Il film esplora in una tensione crescente, fino alla messa in essere di un terrificante dramma, il complesso e doloroso rapporto tra una madre e suo figlio, ponendo allo spettatore inquietanti interrogativi sul tema della responsabilità genitoriale, e materna nello specifico. Quando un figlio arriva ad azioni abominevoli e disumane, cosa lo ha portato fin lì? Non poteva mancare in una rassegna sul tema dell’isteria uno sguardo sulla possibile culla di questo disagio, la relazione con il materno primario, con il desiderio della madre.
Il film, lungi dall’essere un semplicistico atto di accusa verso la maternità, interroga e non risolve. La figura di Eva, magistralmente interpretata dall’androgina Tilda Swinton, è ricca di sfaccettature e di movimento nell’arco di tempo che va da prima della nascita del suo bambino all’adolescenza di lui, in carcere. Nonostante la durezza con cui il film colpisce direttamente allo stomaco, sembra di poter intravvedere, quasi in un paradosso, come possa, dalle macerie di tutto quello che era reale ma “finto” un tempo per questa famiglia distrutta, nascere potenzialmente qualcosa che finalmente sarà più “vero”, tra queste due figure tenute costantemente avvinte l’una all’altra da un difficilissimo rapporto di amore e odio.